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22.08.05

La collega

Magda si è fatta viva a sorpresa , come piace a lei: il tempo di una sveltina, prima di tornare a casa dopo il lavoro di assistenza, è salita su che era senza mutandine e ha voluto essere presa all’impiedi, avvinghiandosi a me, come era successo la prima volta, era già in calore appena arrivata, ma per mia fortuna ha preferito dopo due minuti inginocchiarsi e succhiarmelo come sa fare lei, con quel modo sognante di scatenarsi che la trasforma in una superba assatanata di cazzo.
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Ma alla fine devo ammettere con me stesso che ,pur essendo ogni volta preso dalla morbosità del suo erotismo, qualcosa non mi persuade e per certi versi mi blocca. Così come mi confonde e a volte mi inquieta il progressivo aumento delle “occasioni” possibili e delle donne che si fan vive con me, non nel senso che mi dispiaccia e nemmeno in quello di sentirmi in qualche modo avviluppato da relazioni tutte “segrete” o quasi in cui l’amica che mi sta accanto in quel momento non sa che in quello stesso giorno mi è capitato di intrattenere relazioni, scambi di confidenze, a volte altre pratiche sessuali con altre donne. In fin dei conti non sono io che nascondo le mie relazioni, sono sicuro che se le raccontassi alle altre nessuna se ne offenderebbe: c’è infatti un tipo di complicità erotica reciproca che consente tutto ciò. Forse il vero sottile disagio deriva in me dal fatto che, pur godendo piacevolmente di questi favori, non c’è una donna in particolare che valga di più, con cui la comunicazione sia talmente ricca da sentirmene completato, c’è una catena di amicizie erotiche che vale per il piacere che innesca. Ho provato ad accennare a Gianni la cosa ma lui ha frainteso e ha detto che se voglio l’amore prima o poi capita che ci si innamori e non è un problema, ma di solito a quel punto scatta una logica “esclusiva” che è a sua volta escludente e dopo un po’ entrerei in crisi e ricomincerei a cercare altre donne. “Siamo simili, siamo fatti così… prigionieri dell’eros, o meglio, come dicono gli altri, erotomani, maniaci sessuali…” ha concluso. E se avesse ragione lui? Ho mostrato a Gianni le foto di Estella che lei stessa mi ha dato da conservare, foto oltremodo porno, in cui spompina lui e il suo amico dentista e riceve in premio una tale schizzata di sperma da esserne quasi coperta, come una maschera sul viso. “ Con la scusa di pagarle il taxi o cose simili ormai la paghiamo, è un regalino, ma lei accetta di buon grado…anche se non chiede mai, son sicuro che se non lo facessi ci resterebbe male…”, mi ha confidato. Non so cosa pensare, per certi versi – lo sappia con chiarezza o meno Estela stessa- è un suggerimento, un avvio alla prostituzione sia pure come libera scelta. Forse le chiederanno di introdurre nel giro altri amici, non è da escludere. Voglio parlarne anche con lei. Mara la prof. mi invia sempre per conoscenza le mail che si scambia con Simona, c’è una sorta di interazione e di rimando lei si “sblocca” anche con me, affrontando apertamente con me la sua lunga voglia repressa per il sesso orale e lo sperma, qualcosa che la attira e che la fa sentire “sporca”, eccitandola proprio per questo. E lei mi racconta apertamente le sue fantasie masturbatorie, in cui il bisogno di degradarsi si mescola a un implicito desiderio di essere “iniziata” a una specie di corruzione sessuale : fantasia di essere una bambinetta o di essere appena entrata nella pubertà incontrando un uomo grande e maturo, a volte un vicino di casa, un parente, a volte un droghiere, un mezzo barbone, tutti in ogni caso sporcaccioni ma non violenti, che comunque la costringono a fare la cosa sporca, a prendere in bocca il cazzo e a sentirlo schizzare sulla lingua e sul palato, una specie di dolce violenza, un atto di forza che lei subisce ma che la fa impazzire di piacere.

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Rimane il fatto che , se non fosse proprio per quell’ultima più recente “avventura” con uno studente che ha confessato lei stessa e che ha segnato in qualche modo una svolta, Mara ha vissuto più mentalmente che realmente la sua sessualità, storie fallimentari di fidanzamenti, maschi rispettosi e perbenisti, come se qualcosa in lei ispirasse una forma di ritegno e pudore ( a meno che non sia davvero bruttina, sgraziata, scipita esteriormente, anche se sono limiti che valgono solo in parte). C’è un tratto di somiglianza con la mia storia fredda e noiosa di maschio normale-frustrato, in apparenza politically correct e in realtà sfigato e pieno di complicazioni , oltre al tipo di lavoro e di rapporti sociali e professionali. .Simona invece è con ogni probabilità una ragazza sensuale e di forte immaginazione erotica, che ha cominciato presto coi giochini e si è in parte sputtanata nel suo ambiente, fino a fare marcia indietro e contentarsi di un amico che la asseconda, in attesa forse di un amore più impegnativo ma forse anche di qualche esperienza più orgiastica da realizzare se se ne presentassero le condizioni. Elisa e Rossana, che sono sposate da tempo, fan parte di un altro giro di esperienze centrate sul sesso coniugale: stanchezza, un po’ di noia, guardarsi intorno, forse qualche scambio e allargamento può rivitalizzare la coppia o forse è solo un passaggio verso altri lidi, almeno nel caso di Elisa, la storia di Rossana è più complessa, fortemente trainata da un marito voyeur che la spinge a darsi da fare, suggerisce, incalza, provoca, lei lo “accontenta” e ne trae un suo piacere, gli altri sono ospiti di passaggio che non incrinano, almeno sembra, il particolarissimo legame di coppia. La vicenda che va rivelando infine il suo lato intrigante è quella della coppia dei cugini che vengono a lezione da me: è bastato un cenno scherzoso al giovane Carlo in un momento che era solo in cucina con me ( “ Mi sa che tua cugina ha una mezza cotta per te… non te ne sei accorto?”) per provocare una mezza frana: ha balbettato, ha inventato qualcosa, si è scurito in viso, poi più tardi mi ha chiamato a telefono spiegando che voleva parlarmi. E quella sera stessa dopo cena è tornato a farmi visita. Mi son sentito investito del ruolo di confessore e di consigliere: lui è innamorato pazzo della cugina e lei forse anche ma non si può, sarebbe uno scandalo per le famiglie di entrambi, poi ognuno dei due ha un flirt con altri, fanno parte della stessa comitiva. Si, certo, mi è venuto da rispondere, ma non è un vero e proprio incesto ( beh, qui la discussione si fa complicata perché è vero che in casi come questi c’è più tolleranza ma non sempre) e comunque vale la pena provare, di nascosto, senza farsi scoprire. Carlo mi ha sorriso speranzoso, “ vedremo…” ho aggiunto, non so nemmeno io perché, tanto più che io non c’entro più di tanto e la cosa non dovrebbe riguardarmi.

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Ma è scattata lo stesso quella forma di complicità, quasi da amici che si confidano i loro problemi con le donne, interrotta da una visitina a sorpresa di Anya che si è affacciata alla porta in compagnia di sua figlia. “ Volevo telefonare, chiedo scusa.. ma io avevo un problema col cumputer e poi è il compleanno di Estella e così… ho portato la torta…”. Naturalmente le ho fatte entrare e ho presentato Carlo, che non poteva sottrarsi a quel piccolo festeggiamento e ha mostrato allegramente di gradire l’idea e la torta. Estella compiva diciassette anni e cinguettava festosa, è bastato un brindisi occasionale per rompere il ghiaccio, non so chi ha avuto l’idea di un po’ di musica ( “ Ma solo un quarto d’ora perché poi si fa tardi…” ha proclamato Anja”), un po’ di ballo latino-americano è stato sufficiente per entrare in atmosfera: le due donne mi hanno messo in mezzo ballandomi attorno, Anja si è trascinata dentro anche Carlo, poi il cambio di dama, un po’ di risate, la madre mi si è stretta addosso e la figlia si è messa a giocare con il giovane alla sua maniera, ancheggiamenti del corpo, abbracci, giochi di sguardi. Era la prima festicciola in casa mia e subito è balenata l’idea di farne una migliore e con più gente, intanto però mi son divertito a osservare che le due donne si son messe quasi a rivaleggiare nei giochi di seduzione su Carlo, strusciandosi, lanciando ammiccamenti, salvo poi tornare a turno entrambe fra le mie braccia . Più che madre e figlia sembravano due amiche consapevoli di fare colpo. Il quarto d’ora è passato, Carlo si è dichiarato lietissimo di questa nuova conoscenza e ha detto che sarebbe stato divertente promuovere una festicciola, credo possa essere un’idea interessante. Ci sono sorprese davvero impreviste e a volte il lato curioso della vita è che si presentano a catena, una dietro l’altra. Mara mi scrive che le si è presentata una vera occasione, un affare, poi mi spiegherà,si scusa se avrà poco tempo per rispondere alle mie mail. Al tempo stesso Anja mi chiede se posso aiutarla a trovare dei soci per un negozietto bene avviato in cui si fanno abbronzature e massaggi, l’accompagno a vedere, è a nemmeno cento metri da casa. Viene fuori una storia abbastanza interessante, la negoziante è anche lei latino-americana, si sposa e cambia città, vuole vendere o affittare, c’è un discreto giro di affari, uno non ci crederebbe quante siano le clienti di un negozio simile. Anja mi dice che le piacerebbe molto, non se la sente continuare con questo lavoro di infermiera nelle carceri, la capisco proprio. Ma chiede aiuto, un piccolo finanziamento bancario ad esempio. Ci penso sopra un attimo poi nel giro di poche ore faccio due incontri: uno col solito Gianni e il suo amico dentista, entrambi danarosi, entrambi interessati a tenersi buoni la madre di Estella, che se venisse a sapere qualcosa potrebbe far avere loro dei guai ( è solo una insinuazione, ma può servire come arma di convinzione, specialmente se ad essa aggiungo invece uno zuccherino: quante clienti belle e sexy vengono per farsi massaggiare, è un giro tutto da conoscere). L’altro incontro è di nuovo con il giovane Carlo ( ho avuto conferme dalla mia cara sorella che la sua straricca famiglia gli ha dato una bella parte di eredità dopo la morte del nonno) che invito a cena insieme ad Anya e a Estella: saranno gli occhi dolci della figlia e della madre, il fatto che la quota di capitale che dovrebbe versare è per lui ben poca cosa e che a fare un simile favore non ci perde quasi niente. Nel giro di due giorni compravendita dal notaio: Anya diviene la direttrice del negozio con uno stipendio mensile e una piccola parte di proprietà, il quindici per cento grazie a un sovvenzionamento bancario, io il dieci per cento, a loro volta Gianni, il suo amico dentista e il giovane Carlo il venticinque per cento ciascuno.

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Ma non è finita qui, anzi. Nello stesso giorno i due Carletti mi dicono che la professoressa di storia dell’ arte, con il loro aiuto, sta diventando la titolare di una bella galleria d’arte che si inaugura a giorni e Mara scrive che per un piccolo miracolo della vita le è successo di coronare un suo sogno, gestire una galleria d’arte contemporanea. Due più due fa quattro, ci ho messo un attimo a capire. “ Come si chiama la vostra professoressa? Ho l’impressione di averla già conosciuta…”. Più tardi una mia mail a Mara chiede apertamente se sia lei la prof. in questione mentre racconto come anche io sia il prof. dei cugini carletti. Mara risponde sbalordita, confermando tutto e manifestando al tempo stesso emozione e imbarazzo: emozione perché adesso ognuno di noi due sa chi è l’altro e che presto farà la sua conoscenza, imbarazzo perché quello che ci siamo scritti e di cui siamo a conoscenza fa parte di un mondo “segreto”, che tale avrebbe dovuto restare e che può invece far precipitare degli eventi. Io so solo che nel giro di pochi giorni il susseguirsi delle novità ha creato delle situazioni quasi incredibili. Martedì sera invito a cena da Anja ed Estella, presenti Gianni ( padrone di casa di Anja e amante di Estella) con la sua elegante signora, il suo amico Livio il dentista ( datore di lavoro di Estella, che lo spompina quando può ), più i due cugini Carlo e Carla, inseparabili. E quando ha accanto la cugina, Carlo riesce a non curarsi più di tanto delle altre donne, anche Gianni sembra un impeccabile gentleman che si occupa di affari per diletto. Fra due o tre giorni l’apertura del negozio nella nuova gestione. La serata è stata normale, perfino noiosa, in certi momenti la discussione è stata quasi una riunione dei soci, ma naturalmente Anja era raggiante e per l’occasione, con indosso un elegante abito da sera, una vera maga. “ Sbaglio o il mio allievo Carlo si farà vivo presto con te, non solo per affari? “ “ Sei geloso? Non credo, conoscendoti. Sai che ti devo tutto, davvero, prima per aver fatto assumere mia figlia, adesso per il negozio. E ti dimostrerò sempre la mia riconoscenza.. quanto a Carlo so di piacergli, certo… a te posso dirlo, lo aspetto a casa mia domani mattina, troverà una scusa per non andare a scuola… “ mi ha confidato, confermando in pieno le mie previsioni. Ma la sorpresa è venuta mezz’ora dopo, quando Carlo ha ricevuto una telefonata al cellulare e dopo due minuti ha detto “ si, adesso glielo passo…”. Era una voce calda di donna. “ Sono Mara, o meglio la professoressa Barbara Casiraghi.. credo sia giusto incontrarci… se vuoi….anche più tardi se sei libero” Mi sono sentito emozionato come un bambino. “ Non posso lasciare questa compagnia, spero che Carlo ti abbia spiegato… però possiamo vederci dopo, verso mezzanotte” ho risposto.m “ Va bene, sarò da te a quell’ora…” ha detto lei, meravigliandomi.

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Postato: 17:43

Diciottenni un po Lesbiche in Mutandine si toccano le Tettine e si fanno Ditalini. Culetti e Fighette adatti al Sesso Anale e al Sesso Orale